UNIUD – Eric Little, della New York University, ospite del Dipartimento di matematica e informatica

Università di Udine – Come analizzare, comprendere e dare un significato alle grandi quantità di dati di cui possiamo disporre al giorno d’oggi? Una risposta a questa esigenza viene dal cloud computing, le cui possibili applicazioni saranno al centro del seminario che lo studioso americano Eric Little terrà all’Università di Udine mercoledì 5 novembre, alle 14.30, nell’aula multimediale del Dipartimento di matematica e informatica (Dimi), presso il polo scientifico di via delle scienze 206 a Udine. Little, docente alla New York University, parlerà, in particolare, del “Designing and Building Advanced Analytics for Cloud-based Application” (Progettazione e costruzione si sistemi di analisi avanzati per applicazioni cloud).

Inoltre, martedì 4 e venerdì 6 novembre, Eric Little terrà due seminari sul “Design and building semantic technologies for cloud-based applications” nell’ambito del corso di Sistemi multimediali intelligenti della laurea in Scienze della comunicazione multimediale e tecnologie dell’informazione. Gli incontri inizieranno alle 14.30, nell’aula 42 del polo scientifico dell’Ateneo a Udine, e in teledidattica a Pordenone, nel laboratorio 6 del Centro polifunzionale dell’Ateneo, in via Prasecco 3.

I seminari, in inglese e aperti a tutti gli interessati, sono organizzati dal Dimi e affronteranno soprattutto il tema della “fusione delle informazioni” in ambito cloud. «La fusione delle informazioni – spiega il coordinatore degli eventi, Lauro Snidaro, ricercatore in informatica dell’ateneo friulano – è un ramo dell’informatica che mira ad integrare pezzi di informazioni da molteplici sorgenti, sensori o umani, partendo dall’assunto intuitivo che avere più punti di vista di un medesimo fenomeno possa aiutare a comprenderlo meglio. Nella pratica, questo si rivela però piuttosto difficile perché entrano in gioco diversi fattori quali ad esempio incertezza, imprecisione e incompletezza dei dati ottenuti dalle sorgenti che possono inficiare il processo di fusione e quindi la corretta valutazione del fenomeno in oggetto».

Questo post è stato pubblicato il 4 Novembre 2014

Redazione

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